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Politica estera

punto nterrogativoQualche anno fa l’allora presidente americano era in cerca di popolarità. Per cercare di aumentarla si recò in visita in una scuola per parlare con i bambini. Al termine del suo discorso chiede ai bambini che gli pongano delle domande.

Il primo ad alzare la mano è il piccolo Charles. “Signor presidente, vorrei farle tre domande:
a) perchè anche se alle urne ha perso poi è riuscito a vincere le lezioni?
b) Perchè vuole attaccare l’Iran senza avere un valido motivo?
c) Secondo lei lo sgancio delle bombe atomiche non è di fatto stato il più grande attacco terroristico mai avvenuto?”
Non appena il piccolo termina le sue domande la campanella dell’intervallo suona e tutti escono per l’intervallo.

Quando rientrano in classe il presidente invita di nuovo i bambini a fare delle domande. Questa volta il primo ad alzare la mano è il piccolo Tom. “Signor presidente, io vorrei farle cinque domande:
a) perchè anche se alle urne ha perso poi è riuscito a vincere le lezioni?
b) Perchè vuole attaccare l’Iran senza avere un valido motivo?
c) Secondo lei lo sgancio delle bombe atomiche non è di fatto stato il più grande attacco terroristico mai avvenuto?
d) Perchè la campanella dell’intervallo è suonata 25 minuti prima?
e) Dov’è finito Charles?”

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